Territori in rete e percorsi di resilienza

Continua il nostro impegno per la Campania e le aree interne.
Ieri sono intervenuto in un confronto su “Territori in rete e percorsi di resilienza”. Se vogliamo davvero legare lo sviluppo dei territori, dobbiamo smettere di ragionare per poli isolati e iniziare a costruire una rete.
E in questa rete, le città medie come Benevento e Avellino devono stare al centro.
Non come alternativa alle grandi aree metropolitane, ma come cerniera tra sistemi produttivi, territori interni e mercati.
Sono loro il punto di equilibrio possibile tra concentrazione e diffusione dello sviluppo.
Perché è lì che si tengono insieme prossimità e capacità produttiva.
È lì che le filiere possono radicarsi senza perdere connessione con i grandi hub.
Ma perché questo accada, serve una doppia leva.
La prima è l’accessibilità.
Collegamenti efficienti – materiali e digitali – sono la condizione minima per rendere questi territori competitivi. Senza infrastrutture adeguate, le città medie restano isolate e perdono attrattività.
La seconda, decisiva, è la politica industriale.
Non basta collegare: bisogna dare una direzione.
Serve valorizzare le vocazioni produttive locali, rafforzare le filiere esistenti, attrarre investimenti coerenti con l’identità economica dei territori.
Perché una città media funziona quando sa cosa è e che ruolo gioca nella catena del valore.
Le infrastrutture collegano i territori.
Le filiere li fanno crescere.
Mettere al centro le città medie significa, in definitiva, costruire uno sviluppo più equilibrato, più resiliente e più diffuso.
Non una somma di periferie, ma una rete di nodi attivi capaci di generare valore.